domenica 10 Ottobre 2010 - domenica 14 Novembre 2010
Spazio espositivo Roberto Nicoletti Architettura e Design a Pederobba
Entrare in contatto con l’arte di Enrico Minato significa innescare la propria capacità di riflettere e di pensare, di rallentare il corso del tempo per soffermarsi nei dettagli.
Il suo primo strumento di studio è la parola, lo strumento della comunicazione per eccellenza, che Minato riscopre, trasforma e deforma nei suoi significati nascosti, nei doppi sensi, nei sottintesi. A volte sembra un gioco ed è facile diventare partecipi dei suoi ironici racconti di parole; ma c’è di più, perché la parola è un pretesto per entrare in contatto con altre realtà costituite da oggetti diversi, da materie, da installazioni, da gesti, in un percorso che obbliga a riconsiderare questioni già chiuse, a rifare i conti con argomenti ormai sedimentati e assodati. Non è un caso che la sua attenzione sia rivolta spesso al libro, l’oggetto che attraverso le parole trasmette la conoscenza, ma i libri di Minato sono chiusi e quindi tocca a noi immaginarne il contenuto, l’immaginato, le sensazioni e le emozioni di una scoperta. Si riaprono i temi della contemporaneità, sui motivi del nostro esistere e l’uso fagocitante e cannibale di noi stessi, degli altri, del nostro mondo. L’analisi di Minato è ironica e sottile, mai banale o fine a se stessa, il presupposto è la disponibilità a rimettersi in gioco e il suo fine è lo sviluppo di un processo cognitivo che forma la coscienza: “l’opera diventa crocevia e opportunità di scelta di autonomi percorsi di ricostruzione e di soluzione”
A cura di Laura Tocchetto
Enrico Minato
Dopo aver frequentato l’Istituto d’Arte di Nove indirizzo ceramica,si iscrive nel 1979 all’Accademia di Belle Arti di Venezia, diplomandosi in pittura con i maestri Zotti e Finzi, qui sperimenta le sue attitudini con la Land Art e l’Arte Concettuale focalizzando poi l’attenzione sulla parola. Fin dalle prime esperienze si avvale delle performances come strumento per un coinvolgimento più diretto con il pubblico.
Iniziano già nei primi anni i riconoscimenti e i premi alla Bevilacqua La Masa di Venezia (1984 e1989).
La sua attività espositiva si fa sempre più intensa e la sua indagine artistica focalizzata sulla parola si avvicina sempre più al libro come opera, sperimentandone nuovi rapporti e connessioni col fruitore, dal 1988 inizia a chiuderli, a sigillarli, rendendo impossibile una lettura interna, caratterizzando così la sua ricerca che sfocerà nelle installazioni concepite in rapporto allo spazio espositivo (Documentum, Biblioteca Biodegradabile, Cripta, Coltura Radicale, Campo Minato, Un’attesa…,Ecco il Punto, Aquarium, ecc.)
Nel 1997 realizza il suo secondo film in video vide - 0 (il primo era in super 8:Come detesteremo meno gli uomini se non portassero tutti una faccia 1983). Dopo aver collaborato con televisioni (Rai 3, Rai international, Antena 3 spagnola, RTP portoghese) e importanti registi ( F. Taviani), seguono, sempre in video, Predicato Verbale (1998) , Vago (2000), 350 cl (2002),TRaPIANTI (2003), Dall’Alto (2003), Profumo (2003), CamMinato (2004), FINE (2004), PUNTO (2009).
La sua ricerca, tra poesia visiva e la performance, l’installazione e il video, si avvale dell’uso costante e attento dell’ironia per ricreare meccanismi di riflessione e piccoli sfasamenti di senso del quotidiano.
“Minato ha sperimentato tutte le tecniche artistiche, ma con una costante preferenza per le installazioni,per il libro/oggetto,per la performances, per il multiplo, per il video,sempre accomunati dall’uso del codice verbale come mezzo essenziale della comunicazione visiva”. ( G. Bonomi)
“Se di continuo affiorano nelle opere di Minato suggestioni che rievocano la stagione poverista e concettuale, ciò è dovuto ad una prassi che ricontestualizza e riprogramma oggetti, forme e materiali culturali, in un contesto estetico relazionale aperto, che fa leva sulla memoria dell’individuo e, svilendo l’autoreferenzialità oggettuale, ne riscatta il valore del segno e del significato profondo dell’opera d’arte, luogo dell’incertezza e dell’incognita.” (A. Sigolo)
Enrico Minato (1960) vive e lavora a Crespano del Grappa e Venezia, sue opere si trovano in collezioni e musei italiani ed esteri.
ESPOSIZIONI
1980
PRATO-PALAZZO collettiva Palazzo Agostinelli Bassano del Grappa
1983
SPAZIO MENTALE personale Palazzo Agostinelli Bassano del Grappa
OMAGGIO A CARMELO ZOTTI collettiva Mira
1984
69° COLLETTIVA BEVILACQUA LA MASA Venezia
1985
PERSONALE personale Galleria il Fiore Bassano del Grappa
BRONXITE collettiva Bevilacqua la Masa Venezia
70° COLLETTIVA BEVILACQUA LA MASA Venezia
PERSONALE personale Galleria il Fiore Bassano del Grappa
1986
PAESAGGIO DALLE BIANCHE VETTE INNEVATE personale (con Gino Bosa) Studio Lechner Venezia
1° BIENNALE GIOVANI ARTISTI collettiva ex Macello Comunale Padova
1987
SENZA TITOLO personale Sala Lampertico Vicenza
1988
COLLETTIVA Uhlandbau Muhlacker Germania
1989
LIBRO D’ARTISTA collettiva Galleria Totem il Canale Venezia
74° COLLETTIVA BEVILACQUA LA MASA Venezia
ALCHIMIA DEL TERZO MONDO installazione collettiva Bassano del Grappa
1990
WARE collettiva Chieming Germania
1991
TACE personale Juliet Room Trieste
PIU’ FONDO IL SILENZIO (INTORNO) personale Galleria Totem il Canale Venezia
GRUPPO D’ESTATE collettiva Galleria Totem il Canale Venezia
76° COLLETTIVA BEVILACQUA LA MASA Venezia
1992
50 PER 50 personale (con Luca Coser) Casa Veneta Muggia
FUGGE LEGGERO-leggero-PER UN SOSPIRO personale Galleria Spatia Bolzano
ARTE FIERA collettiva Bologna
1993
78° COLLETTIVA BEVILACQUA LA MASA Venezia
1994
ODI BARBARE collettiva Arte Fiera Pordenone
79° COLLETTIVA BEVILACQUA LA MASA Venezia
1995
IMMOBILE personale Galleria Nikko Refrontolo a cura di A.Pronto
DOCUMENTUM personale Chiesetta dell’Angelo Bassano del Grappa a cura di F.Casagranda
1996
CRIPTA personale nell’ambito di Four Rooms Galleria la Giarina Verona
COLTURA RADICALE personale (con Dal Bianco) Chiesa di San Giacomo Vicenza
DOLORE MUTO personale Biblioteca Comunale San Vito di Leguzzano a cura di G.Dal Molin
1997
COLTURA RADICALE collettiva Museum Expressions Louvre Parigi
BIBLIOTECA BIODEGRADABILE personale nell’ambito di “Dislocata” Studio Dal Sasso Vicenza
1998
NUOVI STUDI collettiva Nuovi Studi Vicenza
2000
VAGO video-installazione collettiva Videopolis Festival Internazionale Vicenza
RETROVIE-AVANGUARDIA Collettiva Museo Casabianca Malo
BIANCONATALE collettiva Andrea Pronto Arte Contemporanea Crespano del Grappa
2001
INCONTRI collettiva Incontri Olmi di San Biagio di Callalta a cura di A. Pronto
MUSEUM IMAGE collettiva Centro Affari e Convegni Arezzo
ARTE FIERA collettiva Montichiari Brescia
BIODEGRADABILNA BIBLIOTEKA personale Galerija SKC Beograd YU
CAMPO MINATO installazione XIII Portici Inattuali Sitran D’Alpago
2002
RETROVIE- AVANGUARDIA Collettiva Gallerie Mesta Plzne Pilsen Rep. Ceca
DEMOLIZIONI collettiva ex Officine Fonderie Breda Padova
RIFLESSIONE personale Museo Casabianca Malo
SPARANOIDE personale (con S. Lucietti) Andrea Pronto Arte Contemporanea Crespano del Grappa TV
UN’ATTESA… collettiva Scultori Veneti ex chiesa di San Benedetto Montagnana PD
PAROLE NEL TEMPO collettiva Castello di Belgioioso PV
IL TEMPO SPAZIO DELL’IMMAGINE collettiva Palazzo Trinci Foligno
TRACCE- APPARIRE / SPARIRE DELL’ ARTE collettiva villa Benzi Zecchini Caerano San Marco TV
CONTEMPORANEA collettiva 6° Salone d’Arte Moderna Forlì
IL FARE DELL’ ARTE collettiva Palazzo Roberti Bassano del Grappa
CALENDAR! Collettiva a cura di F. Jesurum Studio Tommaseo Trieste
SEGNI CORTESI collettiva Museo Casabianca Malo
LIBEROLIBROdARTISTALIBERO collettiva Chiesa di San Carlo Spoleto
2003
RETROVIE-AVANGUARDIA Collettiva Kunsthaus Opava Rep. Ceca
9 th INTERNATIONAL CONTEMPORARY ART FAIR A. Pronto Arte Contemporanea Zurich Svizzera
ECCO IL PUNTO ! personale a cura di V. Cantone LIBA Arte Contemporanea Pontedera Pisa
RETROVIE- AVANGUARDIA Kulturforum Schloss Almegg Steinerkirchen Austria
SOTTO LE PALPEBRE … incontri d’Arte al Roccolo Campea di Miane TV
MATERIA/MEDIUM/MONUMENTUM collettiva a cura di A. Sigolo Galerija Kortil Rijeka Croazia
FILIGRANE collettiva a cura di G. Bonomi Museo M. Trucco Albissola SV
MATERIA/MEDIUM/MONUMENTUM collettiva Bildhauerhaus Einode Villach Austria
FILIGRANE collettiva a cura di G.Bonomi ex Chiesa Anglicana Alassio SV
RIFRAZIONI collettiva Centro Espositivo Rocca Paolina Perugia
CATASTO personale a cura di S. Portinari Andrea Pronto Arte Contemporanea Crespano del Grappa TV
2004
ARTE FIERA BOLOGNA Andrea Pronto Arte Contemporanea Bologna
IL CORPO SOLITARIO collettiva a cura di G. Bonomi En Plein Air Pinerolo TO
LE FORME DEL LEGNO collettiva Centro Arte Contemporanea Cavalese TN
IL GIARDINO DEGLI OLIVI collettiva Museo archeologico di Egnazia BA
LA CENERE DEGLI OCCHI personale Galerie&Poesie Zurigo CH
OLTRE IL MONOCROMO collettiva a cura di G.Bonomi Fondazione Zappettini Chiavari GE
MEMO 3°biennale arte e anarchia, ApArte Brescia
COLLETTIVA galleria Totem- il Canale, Venezia
2005
DISEGNO CONDITO personale con testo critico di A. Sigolo galleria Totem il Canale Venezia
AQUARIUM personale a cura di A. Sigolo sala Celio Rovigo
IGITUR collettiva a cura di A. Zanchetta Art & Media Castelfranco Veneto TV
RETROVIE-AVANGUARDIA collettiva Forte Kluze Bovec SLO
(IM)PERMANANCE:CULTURES IN/OUT OF TIME Carnegie Mellon University Pittsburgh USA
TERRART collettiva a cura di G. Ciusa cascina Bertottina Vespolate NO
IO DIFENDO L’ULIVO Egnazia Bari
PREMIO COLLEZIONE BANCA DEL GOTTARDO Bergamo
TERRART collettiva a cura di G. Ciusa Palazzo del Broletto Novara
HOLLYWOOD Galleria Contemporaneo Mestre Venezia
2006
(IM)PERMANANCE U.P.F. New York City U.S.A.
VERITA’ E APPARENZA / REALTA’ E ILLUSIONE personale con F. Ottavianelli a cura di G. Bonomi, Trebotti Castiglione in Teverina VT
STUZZICAMENTI collettiva studio Pansera Padova
2007
VOLUMI ACUTI personale (con M. Pansera) a cura di G. Segato la Loggia Cison di Valmarino TV
ARBOS PAPER DESIGN Centro culturale artistico porta Dieda Bassano del grappa VI
2008
ANCORA NEI MIEI OCCHI personale galleria Totem-il Canale Venezia
AQUARIUM personale Galleria d’Arte Contemporanea Smederevo Serbia
COLLETTIVA D’ESTATE Totem- il Canale Venezia
2009
OLTRE IL PAESAGGIO collettiva villa Brandolini Pieve di Soligo TV
IMAGINE PEACE collettiva Casa Cogollo Vicenza
SOLO SHOW personale X Rooms S. Donà di Piave VE
NODO EXPO’ collettiva Lanificio Ferrarin Tiene VI
AD LIBRANDUM collettiva Officina arte contemporanea e Casa Cogollo Vicenza
2010
PUNTO personale spazio espositivo Roberto Nicoletti Pederobba TV
PERFORMANCES
1982
COMPOSITION IN B video-performance Venezia
CONCEPTUAL IS DEAD Accademia B. Arti Venezia
FATO Accademia B. Arti Venezia
FAR ARTE Recoaro Terme VI
LA SORPRESA MAGICA Carrozzeria Casale Bassano del Grappa VI
1983
7 PERFORMANCES PER PIERO MANZONI 1963-1983 Accademia B. Arti Venezia
PER-FORMA(nce) Accademia B. Arti Venezia
COSCIENZADELLOSPAZIO rocca di Asolo TV
1985
L’ORTO DELL’OSTERIA ALLA RIVA Valrovina Bassano del Grappa VI
PIANTA SONNAMBULA Galleria il Ponte Vicenza
1986
FATO Galleria Babilonia Bassano del Grappa VI
1993
L’ULTIMO BALLO DEL TACCHINO Douz Tunisia
1995
3 MUSEI IN 3 Km Museo della Ceramica Nove VI
1997
HO LA PAROLA DEL GIOCO Crespano del Grappa TV
1998
DIDASCALIE Museo Casabianca Malo VI
MASCHERA DI BELLEZZA Padova
BIOGRAFIE D’ARTISTA (L) La Casa Vicenza
DIDASCALIE Il Campo delle Fragole Bologna
DIDASCALIE Festival Europeo “Arte Viva” Senigallia AN
BIOGRAFIE D’ARTISTA (L) Galleria Dieda Bassano del Grappa VI
DIDASCALIE Galleria Dieda Bassano del Grappa VI
PREDICATO VERBALE Galleria Dieda Bassano del Grappa VI
1999
CONTROLLO E REPRESSIONE Galleria Dieda Bassano del Grappa VI
BIOGRAFIE D’ARTISTA (G) Galleria Totem il Canale Mestre VE
PREDICATO VERBALE Nuovi Studi Vicenza
CHIRURGIA PLASTICA Museo Casabianca Malo VI
2000
VAGO Vicenza
DETENZIONE Andrea Pronto Arte contemporanea Crespano del Grappa TV
NOSTALGIA Andrea Pronto Arte Contemporanea Crespano del Grappa TV
BIOGRAFIE D’ARTISTA (B) Galleria Totem il Canale Mestre VE
BIOGRAFIE D’ARTISTA (G) Andrea Pronto Arte Contemporanea Crespano del Grappa TV
RECYCLE Galleria Civica d’Arte Contemporanea Trento
2001
DNA Andrea Pronto Arte Contemporanea Crespano del Grappa TV
MINATOM XIII Portici Inattuali Sitran D’Alpago BL
2002
NOSTALGIA Istituto d’Arte Vittorio Veneto TV
ENIGMA Museo Casabianca Malo VI
FARE PANE ex Officine Fonderie Breda Padova
SINGOLAR TENZONE Andrea Pronto Arte Contemporanea Crespano del Grappa TV
BRIOCHE villa Benzi Zecchini Caerano San Marco TV
2003
ECCO IL PUNTO LIBA Arte Contemporanea Pontedera PI
NOSTALGIA Circolo Culturale Gioventù Bruciata Bassano del Grappa VI
NOSTALGIA villa Pisani Montebelluna TV
CHIRURGIA PLASTICA Schloss Almegg Steinerkirchen Austria
BRIOCHE ex Officine Fonderie Breda Padova
QUARANTOTTO Andrea Pronto Arte Contemporanea Crespano del Grappa TV
AGRUMI Istituto d’Arte G. De Fabris Nove VI
2004
BRIOCHE villa Pisani Montebelluna TV
IN CERTEZZA SI CURA studio Pansera Padova
D.N.A. En Plein Air Pinerolo TO
NOSTALGIA associazone culturale La Tavola Illustrata Fonte TV
2005
RIMPIANTO Flormart Padova
IN CERTEZZA SI CURA galleria Totem – il Canale Venezia
ACQUA IN … sala Celio Rovigo
BRIOCHE Centro Nazionale di Fotografia Sottopasso della Stua Padova
IN CERTEZZA SI CURA SUN OF FUN Parco Fundation Casier TV
NOSTALGIA Palazzo del Broletto Novara
TK 3 DOMESTICO studio Pansera Padova
TURBO MAS Galleria Contemporaneo Mestre Venezia
2006
BRIOCHE performance di strada Molinella BO
CERAMICA AVANZATA Istituto d’Arte Nove VI
2007
AGRUMI Liceo Artistico Boccioni Valdagno VI
2008
ACQUA IN BOCCA Galleria d’Arte Contemporanea Smederevo Serbia
AGRUMI casa Kuzmanovic Smederevo Serbia
2009
BRIOCHE Fuori Posto Mestre Venezia
INCERTEZZA SICURA Fabbrica Saccardo Schio VI
domenica 29 agosto 2010 - domenica 19 settembre 2010
Spazio espositivo Roberto Nicoletti Architettura e Design a Pederobba
Nell’ambito delle iniziative promosse dalla XXIX edizione dell’Asolo Art Film Festival “Metamorfosmi. Identità e Alterità” viene presentata la mostra fotografica “Carlo Mazzacurati nelle immagini di Giovanni Umicini” a cura di Enrico Gusella e in collaborazione del Centro Nazionale di Fotografia del Comune di Padova.
All’interno di un tema così articolato e affascinante, la mostra fotografica propone due chiavi di lettura: da un lato permette una riflessione sull’alterità e identità di due linguaggi artistici, diversi e al contempo simili che, pur convivendo assieme, contribuiscono in modo autonomo al racconto filmico; e dall’altro esprime attraverso il lavoro di artisti, che hanno più volte “visitato” il nostro territorio, un modo per riflettere sulla nostra identità.
Giovanni Umicini è un fotografo del “documento” e questo carattere costituisce la cifra stilistica delle sue immagini. Carattere che si mantiene inalterato anche nella sua esperienza di fotografo di scena in due film di Carlo Mazzacurati: “Vesna va veloce” (1996) e “La lingua del santo” (2000).
Le fotografie, realizzate tutte in un sobrio ed espressivo bianco e nero, raccontano gli attori, il paesaggio, il clima del set trasferendo le emozioni e i sentimenti colti in ogni frammento di realtà autentica o cinematografica. La maestria di Umicini traspare nella sua capacità di commentare il set con toni diversi: la composta serietà nella lavorazione di “Vesna va veloce” e l’ironia dinamica e arguta ne “La lingua del Santo”.
Fermare il movimento della macchina da presa e trasferire lo scorrere delle immagini, di storie e personaggi nell'immobilità della carta: questo è il difficile compito del fotografo di scena che è chiamato a narrare l'anima di un film attraverso sequenze "senza movimento".
GIOVANNI UMICINI
Giovanni Umicini nasce a Firenze nel 1931. Comincia a fotografare nel 1945 a Siena dove, nello studio del fotografo Grassi, apprende le prime nozioni di camera oscura.
Fin dal 1945 è vicino al mondo del cinema in qualità di best boy nel film “Il principe delle volpi” diretto da Henry King.
Nel 1950 si trasferisce a Viareggio dove, nel laboratorio del fotografo Bartolini, inizia a trattare le pellicole invertibili Ansco. Assieme a Paul Karg è tra i primi a stampare le diapositive direttamente su Anscochrome Printon.
Nel 1953 si trasferisce a Padova e, dopo qualche anno, inizia i contatti con i laboratori di ricerca Eastman Kodak di Rochester e Harrow, assumendo poi, nel 1959, la dirigenza tecnica di un laboratorio Kodak per il color photofinishing.
Nel 1957 il mensile americano “Modern Photography” pubblica una serie di sue fotografie.
Dal 1962 decide di dedicarsi alla libera professione in qualità di fotografo pubblicitario e industriale.
È del 1966 un articolo della rivista “Sipra Uno” in cui si mettono in evidenza le sue ricerche cromostrutturali realizzate fotograficamente. Ciò contribuisce a fare del suo studio un luogo di formazione per alcuni giovani che diventeranno affermati fotografi.
Nel 1968 entra a far parte del gruppo fotografico “Cobra Image” con Giampiero Bertazzi e Lorenzo Trento.
Nel 1978 diventa membro della Society of Motion Picture and Television Engineers. La sua passione e attenzione per la cinematografia lo porta a svolgere, nel 1979, il ruolo di direttore di fotografia e cameraman nei film “Anna e la mosca” di Sirio Luginbühl, “Il piccolo Arthur” di Maurizio Targhetta e “Vagabondi” di Carlo Mazzacurati, la cui collaborazione è tuttora attiva.
Inizia a dedicarsi al cinema filmando, con una cinepresa 16 mm e pellicola in bianconero, prima Padova per un documentario “Walking Camera” e poi New York, per un documentario sulla Grande Mela.
A partire dagli anni Ottanta amplia il campo della sua attività professionale estendendola alla fotomicrografia e alle tecniche di fotografia scientifica e medicale: inizia a tenere corsi di densitometria e sensitometria fotografica. La continua attività di ricerca tecnica lo porta a scoprire un nuovo metodo per la ricostruzione fotografica di manoscritti e codici totalmente combusti. Ciò gli permette, su incarico del laboratorio del restauro del libro dell’Abbazia di Praglia, di restituire perfettamente quanto si nascondeva all’interno delle 365 pagine del “Manoscritto Musicale n. 29” del XVI secolo, della Biblioteca Capitolare di Treviso, totalmente bruciato nel 1944 durante un bombardamento.
A partire dai primi anni Novanta comincia ad esporre le sue opere in varie mostre. Nel 1991 il Comune di Padova allestisce una sua mostra antologica nell’Oratorio delle Maddalene, mentre l’Arci promuove una sua personale dal titolo “New York Polaroid”.
Nel 1995 la “Di Turi & David Gallery” di New York allestisce una sua mostra antologica.
Nel 1996 realizza le fotografie di scena per il film “Vesna va veloce” di Carlo Mazzacurati.
Nel 1998 il Comune di Cadoneghe allestisce una sua personale dal titolo “Fotografie”.
Nel 1999 sue mostre personali hanno luogo alla “Photomarket Gallery” di Mestre e all’Auditorium Monteverdi di Marghera.
Nel 2000 realizza le fotografie di scena del film “La lingua del Santo” di Carlo Mazzacurati, esposte nello stesso anno ad Abano Terme nella mostra alla Galleria d’Arte “Al Montirone”.
Nel 2001 il Centro Nazionale di Fotografia del Comune di Padova promuove una sua personale al Museo Civico di Piazza del Santo dal titolo “Street Photography”, che sarà nel 2002 a Berlino alla Visage Galerie.
Del 2003 è la mostra “Street Photography” al Palazzo Mediceo di Seravezza (LU), e l’anno a seguire, sempre al Palazzo Mediceo di Seravezza allestisce la mostra “New York Panorama” in occasione della manifestazione “Seravezza Fotografia – The Month of Photography”, ideata da Giovanni Umicini e Walter Rosenblum. Partecipa al Mese Europeo della Fotografia alla Visage Galerie di Berlino.
Nel 2007 partecipa al “LeccoImmagiFestival” nel monastero del Lavello a Calolzio Corte (LC) con la mostra “New York Street Photography”.
Nello stesso anno il Centro Nazionale di Fotografia del Comune di Padova promuove al Museo Civico di Piazza del Santo la mostra “Per Padova”, composta da 180 fotografie realizzate tra il 1953 e il 2007 nella città del Santo.
Nel 2008 realizza la Mostra “Cervaiole. La montagna che vive” alle ex Scuderie Granducali Medicee di Seravezza (LU).
Nel 2010, nell’ambito di Padova Aprile Fotografia, il Centro Nazionale di Fotografia del Comune di Padova promuove la mostra “Carlo Mazzacurati nelle immagini di Lucia Baldini e Giovanni Umicini”.
Nello stesso anno dona la mostra “La montagna che vive” alla Cooperativa Sviluppo e Futuro “Valle di Arni” nel Comune di Stazzema in provincia di Lucca.
CARLO MAZZACURATI
Si dice che chi cresce imparando ad amare la provincia, non riesca mai a dimenticarla veramente. Il cinema di Carlo Mazzacurati nasce proprio da qui, dall'affetto per i luoghi marginali, abitati da gente comune che non porta mai la cravatta se non nei giorni di festa, per le case lontane dal chiasso delle metropoli. Dietro a questi luoghi si nasconde il desiderio di raggiungere la ricchezza della vita semplice, di accettarne con serenità le debolezze e i vizi. È questo il microcosmo che racconta Mazzacurati, un mondo fatto di uomini sfortunati, persone estranee al lusso e visceralmente attaccate alla dignità dei gesti concreti, un mondo al limite che include anche chi ce l'ha messa tutta e non sempre ne è uscito vincente, i vitelloni, gli emigrati e i ladri improvvisati.
Figlio dell'ingegnere e corridore automobilistico Mario Mazzacurati, il regista cresce in una famiglia agiata che gli permette di coltivare serenamente la passione per l'arte. È soprattutto il cinema ad affascinarlo fin da adolescente come provano le prime sperimentazioni registiche del giovane studente. Di indole schiva e sensibile, non appena finisce il liceo tenta di iscriversi al Centro Sperimentale di Cinematografia per ben tre volte ma senza successo. Opta allora per l'università di Bologna e trascorre un paio d'anni frequentando la facoltà del DAMS senza ottenere grandi risultati, se non nel circuito dei cineclub dove invece è molto attivo.
Quando riceve una somma di denaro in eredità, decide di utilizzarla per la realizzazione di un mediometraggio in 16mm, il road movie Vagabondi (1979) che, seppur vincitore del premio Gaumont al festival milanese Filmmaker, non riesce ad avere distribuzione nelle sale. Dopo poco tempo si trasferisce a Roma dove lavora per alcune trasmissioni televisive in qualità di autore e conosce Gabriele Salvatores con il quale collaborerà per la scrittura della sceneggiatura di Marrakech Express. Nel 1985 il grande passo: assieme all'amico Franco Bernini scrive la sceneggiatura di Notte italiana, che diventerà poi un film due anni dopo, grazie anche all'appoggio della Sacher Film di Nanni Moretti, qui per la prima volta nelle vesti di produttore. Con il primo lungometraggio comincia a maturare nell'autore una consapevolezza dei propri mezzi finalizzata ad osservare il presente e a riflettere con intelligenza sull'Italia degli anni Ottanta, raccontandone l'energia ma anche l'ingenuità (la cultura di quel decennio traspare dal racconto di formazione di un avvocato di città alla scoperta della cultura rurale).
Con Il prete bello (1989), tratto dal romanzo omonimo di Goffredo Parise, il regista si misura ancora una volta con una realtà strettamente legata alla miseria e mostra luoghi dove la felicità più grande è data dalla possibilità di usare una bicicletta Bianchi da corsa. Nel 1992 realizza Un'altra vita con due protagonisti simboli di realtà sociali molto diverse tra loro: il primo è Silvio Orlando, un dentista benestante che, dopo l'incontro con una giovane ragazza dell'Est in difficoltà, verrà a contatto con la periferia romana fatta di violenza e malavita rappresentata da Claudio Amendola (Grolla d'Oro Saint Vincent per la sua interpretazione). Nel 1994 realizza Il toro (Leone d'argento a Venezia e coppa Volpi a Roberto Citran), che punta la macchina da presa sul desiderio di riscatto di due allevatori in cassa integrazione che rubano un toro e cercano di venderlo percorrendo le strade di una ex Jugoslavia confusa e desolata. Nel mostrare il dramma personale dei protagonisti, Mazzacurati rappresenta un viaggio che diventa un pretesto per riflettere sulle conseguenze della fine del comunismo e sul cinismo degli speculatori che si arricchiscono sfruttando la miseria della gente.
Alla ricerca di un'impossibile rivincita esistenziale è anche la protagonista ceca di Vesna va veloce (1996), seguito da L'estate di Davide (1998), film per la tv distribuito poi nelle sale cinematografiche, dove il regista mette in scena con grande acutezza e sensibilità la fine delle illusioni ingenue di un giovane in vacanza nel Polesine. Nel 1999 allestisce "Ritratti" assieme a Marco Paolini, raccolta di dialoghi con importanti personaggi della cultura veneta (Andrea Zanzotto, Mario Rigoni Stern, e Luigi Meneghello). L'anno dopo è la volta de La lingua del santo, presentato in concorso alla 57° Mostra del cinema di Venezia, con la coppia formata da Antonio Albanese e Fabrizio Bentivoglio. Stavolta Mazzacurati abbandona il pessimismo aspro dei film precedenti per lasciare spazio ad una comicità più esilarante che ha il dono della leggerezza, capace con un sorriso di riflettere sugli inconvenienti dell'esistenza.
Dopo A cavallo della tigre (2002), rifacimento di una commedia girata nel 1961 da Luigi Comencini, il regista padovano decide di occuparsi d'amore: con L'amore ritrovato (2004) interpretato da Stefano Accorsi e Maya Sansa, l'autore descrive una vicenda nostalgica che parla della vitalità della passione malgrado il passare del tempo, ambientata nella provincia toscana degli anni Trenta. Se negli ultimi due film lo sguardo era rivolto al passato in modo intimistico, nel 2007 il regista ritorna alle sue origini percorrendo i binari che lo portano nuovamente in un paesino del nord-est a raccontare un giallo che ha il sapore del malessere sociale contemporaneo in La giusta distanza.
Nel ripercorrere la sua carriera non si deve scordare la collaborazione costante con l'amico Nanni Moretti che lo ha chiamato spesso a partecipare ai suoi film (soprattutto in veste d'attore in La messa è finita, Palombella rossa, Caro diario e <>) o il contributo dato al regista Daniele Lucchetti (come sceneggiatore in Domani accadrà).
Mazzacurati fa parte di quel gruppo di cineasti che percepisce la realtà presente del paese con uno sguardo dotato di lenti bifocali: riesce a dare voce e corpo ad un cinema di vita provinciale, ovviamente localistico in cui si respira l'attaccamento alle piccole cose ma non solo. Questi mondi circoscritti che vivono di fianco alle realtà metropolitane, diventano anche lo spazio in cui si innalzano le voci di tutti gli uomini, uniti in una condizione universale che non si scorda di nessuno, neanche dei perdenti.
(da www.mymovies.it)
Roberto Nicoletti Architettura e Design nel suo spazio espositivo di Pederobba (Treviso)
presenta la mostra personale di ANTON KEHRER “Illuminato”
L’esposizione sarà inaugurata sabato 27 marzo 2010 alle ore 18.00
e rimarrà aperta al pubblico con ingresso libero fino a domenica 16 maggio
(orario: da lunedì a venerdì 16.00 – 18.30; sabato e domenica 15.30 – 19.00; oppure su appuntamento)
La mostra è curata da Laura Tocchetto e realizzata in collaborazione con Andrea Pronto.
Pederobba (Treviso) via Roma 61, 63
telefono 0423-648371 www.robertonicoletti.it
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Vienna / MuMok, Detail Installation Dan Flavin
Contact Sheet (31 x 26 cm) and C-Print (150 x 100 cm), Diasec, Aluminium, Glass, 150 x 100 cm, 2004
Luce e colore sono gli elementi indissolubili della percezione visiva. La nostra possibilità di vedere è data dalla nostra capacità di cogliere alcune lunghezze d’onda della luce.
La luce “bianca”, come noi la pensiamo, è di per sé il risultato di una sovrapposizione di onde di vario colore e ad ogni lunghezza d’onda corrisponde un colore diverso.
Anton Kehrer nelle sue opere agisce come un rivelatore di colore, analizza un frammento di luce, quasi sempre di luce artificiale, attraverso una lente personale. Dilata in senso spazio-temporale un momento percettivo fino a renderlo infinito e assoluto, con un processo che ferma in un tempo definito la dilatazione di luce/colore.
Il principio di questa elaborazione è un acquisizione fotografica della realtà circostante.
Una realtà costruita dall'uomo, fatta di luci/colori artificiali che Kehrer percepisce e seleziona e successivamente analizza. Il suo “fare” astrae la realtà in un processo di conoscenza sensoriale, un
evento rivelatore di una dinamica emozionale profonda. Il colore che di per sé non è coglibile come realtà autonoma oggettivamente determinabile diventa, come sosteneva Kandinsky, un mezzo per stimolare direttamente l'anima.
Nulla: tutto
ed io centro del ricordo
come se Vedere fosse un dio.
Il riposo la presenza del vedere,
vuoto infinito auto-sentito,
e tutto il mio essere-non-anima-unicità
ridotto a frammenti nella mia sconvolta-vista.
Questa Notte è Luce.
(da Fiat Lux di Fernando Pessoa)
Anton Kehrer, austriaco di Linz, ha studiato presso l'Università d’Arte di Linz (master in Visual Media Design), completando gli studi nel 2001 con lode.
Ha iniziato il suo percorso artistico con le fotografie in bianco e nero fino ad arrivare verso la metà degli anni ‘90 all’esame fotografico di fenomeni di luce e sorgenti luminose nella serie “Light Flow”. Negli ultimi anni ha intensificato la sua indagine realizzando opere in cui indaga dettagli urbani luminosi.
Dal 26 Febbraio al 1 Marzo prossimo saremo al salone del Lusso a Verona ( http://www.luxuryyachts.it/ ) con lo stand delle ditte Feltrin-Brighi e Villi Zanini di cui stiamo curando l'allestimento dello stand.
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LA FASE DI SAGOMATURA DELLE STRUTTURE ESPOSITIVE
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